Archivio mensile:maggio 2013

Pavia:come stanno le tagesmutter?

A questo post tengo particolarmente, perché racconta un’iniziativa carina e interessante: le tagesmutter, dal tedesco: mamme di giorno.

Chi sono le tagesmutter? Ragazze, mamme (ma non necessariamente) che decidono di prendersi cura di altri bambini a casa propria, organizzando un cosiddetto “Nido famiglia” mettendo in sicurezza il proprio appartamento con ritocchi minimi. Un modo intelligente di conciliare famiglia e lavoro e un aiuto significativo per mamme che già lavorano e che, anziché rivolgersi al nido o a una baby sitter, vogliono approfittare di questo…compromesso.

Voglio dire io come mamma ansiosa ho subito pensato: da una tagesmutter Lisa si ammalerebbe meno che al nido, quindi se trovo la “mamma di giorno” giusta perché non approfittarne ;-)?

Su questo sito trovate molte informazioni a riquardo perché la moda, per quanto tedesca, è ormai diffusa in tutta italia..

Abbiamo parlato con Martina Guaschi coordinatrice delle tagesmutter di Pavia che ci ha raccontato come funziona in provincia.

Innanzitutto…quante siete?

Dieci, tre in città, sette fuori città. In città al momento ne lavora una.

Non moltissime: si possono aggiungere altre mamme interessate?

Certo. Ma per farlo devono seguire un corso abilitante (250 ore di teoria e 50 di pratica) organizzati da diverse associazioni come la Domus  e la Fondazione dal ponte e contattare la nostra cooperativa “Ri-creazione”, proponendosi: saremo ben contente di valutare la possibilità.

E se una mamma volesse contattarvi per lasciarvi il proprio bimbo?

Abbiamo un sito in cui raccontiamo le nostre iniziative e spieghiamo come funziona. E la sede  all’istituto San giorgio di pavia. Comunque siamo organizzate così: l’orario minimo settimanale sono 6 ore. La mamma porta il proprio bimbo (dai 6 mesi ai 13 anni) a casa della tagesmutter e lui (o lei!) si troverà con altri bimbi, svolgendo con loro attività ricreative. Il costo è di 5 euro all’ora che diminuiscono se aumentano le ore richieste. Il numero massimo di bambini è cinque.

Il vantaggio per la mamma e per il bimbo?

Il bambino nell’ambiente a lui famigliare, come è la casa, si sente più sicuro e quindi più libero di esplorare. La compresenza invece permette la socializzazione un momento importante nella crescita dei bambini anche perché nei più grandi accresce il senso di responsabilità, nei più piccoli innesca il principio di emulazione.

C’è richiesta?

Discretamente. E’ un servizio che ha bisogno di essere conosciuto meglio per poter decollare. Abbiamo il patrocinio di Comune e Provincia. Confidiamo di crescere ulteriormente. Per tutte le famiglie che desiderano informazioni sul servizio comunque basta chiamare il numero 349-8216572 o visitare il sito www.tages4u.it.

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Personalmente l’idea mi sembra molto buona. Mi dispiace sapere che al momento in città non sia ancora decollato alla grande, come meriterebbe. Spero che questo post aiuti la causa. E faccia scattare la scintilla in qualche mamma che magari approfondisce la questione per il proprio bimbo o per diventare lei stessa tagesmutter: voi mamme connesse che dite, vi interessa? Avete già esperienze a riguardo?

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Una dedica a mia moglie. T.S.Eliot

“A cui devo la gioia palpitante

Che tiene desti i miei sensi nella veglia

E il ritmo che governa il riposo nel sonno

Il respiro comune

Di due che si amano, e i corpi

Profumano l’uno dell’altro,

Che pensano uguali pensieri

e non hanno bisogno di parole

E si sussurrano uguali parole

Che non hanno bisogno di significato.

L’irritabile vento dell’inverno non potrà gelare

Il rude sole del tropico non potrà mai disseccare le rose

Nel giaridno di rose che è nostro ed è nostro soltanto

Ma questa dedica è scritta affrinchè altri la leggano:

sono parole private che io ti dedico in pubblico”.

T.S.Eliot

chagall

Corso di massaggio (ovvero: piccoli fricchettoni crescono)

Domani alle 14.30 andrò al consultorio di viale della libertà a fare il corso di massaggio a LIsa. E’ la terza lezione, una l’ho saltata la prima è stata uno spasso! La situazione si presentava così: sei nani, sei mamme, un’ostetrica e musica celtica rilassante. Ogni nano è sdraiato su un materassino senza pannolino, con vicino una tazzina di olio. La mamma è di fronte. Più o meno così:

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Parte la musica e zac… inizia il coro greco dei pianti. Seguito a ruota da quello delle pipì. A mala pena si sente la musica di sottofondo. Un dramma, direte voi. E invece no. La vibrazione è  positiva: si ha la netta sensazione di essere tutte nella stessa barca! E tra pianti, mamme che cercano nervosamente pannolini e mani unte per l’olio da massaggio trascorre l’oretta di trattamento.

Nonostante il caos, mi sembra che Lisa si sia divertita. Io di sicuro. Per le mamme è l’occasione di incontrarne altre, scambiare due chiacchiere: nel complesso, come si dice, ci sta. I bambini si osservano, difficile dire cosa possano pensare, ma stanno in compagnia.

Il tutto costa solo 15 euro e si articola in 4 lezioni. Per saperne di più contattate il consultorio di viale della libertà a Pavia (346.9621916). Ha anche uno spazio per mamme che allattano e molte altre attività che vale la pena monitorare.

Dopo la pioggia. Gianni Rodari

 “Dopo la pioggia viene il sereno

brilla in cielo l’arcobaleno.

E’ come un ponte imbandierato

e il sole ci passa festeggiato.

é bello guardare a naso in su

le sue bandiere rosse e blu.

Però lo si vede, questo è male

soltanto dopo il temporale.

Non sarebbe più conveniente

il temporale non farlo per niente?

Un arcobaleno senza tempesta,

questa sì che sarebbe una festa.

Sarebbe una festa per tutta la terra

fare la pace prima della guerra”.

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La strage di Capaci spiegata ai bambini

Il pomeriggio di 21 anni fa, avevo 13 anni. Il giudice Giovanni Falcone veniva ucciso e con lui, moglie e scorta. Ho memorie confuse di quei giorni: ricordo  i miei genitori  che parlavano di stato e mafia. Mia nonna che per una volta si astenne dal chiosare “finchè s’ammazzan tra da lur“. E le memorie si sovrappongono a tangentopoli: Forlani, Craxi, le monetine,  l’avvocato Spazzali, il giudice Di Pietro. Gli imprenditori suicidi e divanetti pieni di soldi. Ricordo la passione con cui mio padre commentava tutto questo. E la preoccupazione di mia madre.

Perché vi dico questo? Perché oggi, 21 anni dopo, mi chiedo come fare in modo che mia figlia, crescendo, maturi una coscienza civile indispensabile alla convivenza.

Non c’è una ricetta. Ma crescere in famiglie appassionate alla vita, anche politica, getta semi che in futuro non potranno che fiorire. A modo loro, declinandosi in base alle inclinazioni dei figli (non necessariamente a quelle dei genitori). Tutto secondo me parte da famiglie appassionate. Capaci di educare i figli all’entusiasmo per il mondo, società compresa. All’amore per gli uomini, con le loro ambivalenze. Alla curiosità, alla giustizia. E non ultimo, all’estetica. Questa sequenza dei Cento passi non a caso è sempre stata tra le mie preferite. Da qui nascerà anche il coraggio di diro no, quando necessario. Voi che ne pensate?

Alla libreria il Delfino a Pavia fino al 27 maggio c’è una mostra all’interno del progetto “Diamoci una regolata”: i bambini delle scuole che hanno aderito al progetto hanno ragionato sul tema della legalità incontrando anche Maria Falcone e hanno espresso i loro pensieri attarverso immagini. Andate  a vederla se riuscite!

Ciascuno cresce solo se sognato

A proposito di educazione dei figli… mi piace molto questa poesia. Ve la riporto. E’ di Danilo Dolci, educatore, poeta e attivista. Vi piace? Segnalatemene altre anche voi, le leggo molto volentieri! Baci a tutte

“C’è chi insegna
guidando gli altri come cavalli
passo per passo:
forse c’è chi si sente soddisfatto
così guidato.

C’è chi insegna lodando
quanto trova di buono e divertendo:
c’è pure chi si sente soddisfatto
essendo incoraggiato.

C’è pure chi educa, senza nascondere
l’assurdo ch’è nel mondo, aperto ad ogni
sviluppo ma cercando
d’essere franco all’altro come a sé,
sognando gli altri come ora non sono:
ciascuno cresce solo se sognato“.

Regalo fai da te

Biberon, ciucciotto, tutina, sdraietta… ogni regalo alle neomamme è ben accetto. Ma con quello che costano i pannolini (o patelli che dir si voglia), questo, secondo me, potrebbe esserlo ancora di più… Enjoy!

Qui, il tutorial, passo per passo, liberamente tratto dal sito Bambinopoli.it

  1. Iniziate realizzando i diversi piani della torta. Si parte dalla base in alto, arrotolando e legando con un elastico 8 pannolini. Man mano che si scende il numero di pannolini da legare aumenta, tenendo conto di dover riempire ogni singolo buco che si viene a creare (il numero di pannolini da usare dipende dalla marca, dalla taglia e da come deciderete di fare la torta).
  2. Tenete uniti tra loro i pannolini dei vari piani legandoli insieme con un nastrino colorato. Sarà quest’ultimo a dare il tema della vostra torta.
  3. Una volta arrivati in fondo (le torte di pannolini, generalmente, presentano 3 o 4 piani. Non meno, non di più), utilizzando un vecchio cartone eventualmente ricoperto con carta da pacchi, realizzate un cerchio che abbia la misura della vostra base. Vi servirà come appoggio. In alternativa, potrete usare anche una teglia di quelle da forno o un vassoio circolare.
  4. Una volta ottenuti i piani, se volete arricchire la vostra torta, eliminate qualche pannolino dal centro sostituendolo con piccoli regali per il bambino: una tutina arrotolata, un body, l’asciugamano per la faccia, le calzine, piccoli peluche…
  5. A questo punto, dovrete unire i diversi piani tra loro. Partendo dalla base inferiore, inserite dei bastoncini di legno (come si fa per le torte a strati di pasticceria) tra un pannolino e l’altro, in modo tale che fungano da perni per il piano successivo.
  6. Unite i diversi piani, appoggiando la torta sulla base stabilita precedentemente e completate la torta aggiungendo all’esterno qualche piccolo regalino (un peluche, un carillon, un paio di scarpette di lana…).
  7. Avvolgete la torta in carta cellophane (di quelle che vengono utilizzate dai fiorai). Completate con un grosso fiocco e voilà… La torta è pronta.

La risposta più intelligente

Oggi è iniziato il bambinfestival. La piazza di Pavia era piena di nani che festeggiavano. Di tutte le età. Mamme struccate con l’occhio lesso che si aggiravano inseguendoli qua e là, babbi gasati con i loro pargoli vicino e sul palco clown e saltimbanchi. La piazza era loro. E quando mai capita? E’ stato bello. Ho fatto qualche foto ma non la carico perché con le immagni dei minori non si scherza.

Per dare l’idea dell’atmosfera, racconto solo una sensazione: quella piazza era una delle risposte più intelligenti alla crisi che c’è e picchia duro. I sorrisi dei bambini, lo erano. Alla fine mi piace pensare che i nani con i loro sorrisi ci uniscano, riportandoci all’essenziale. Costringendoci a pensare a un futuro migliore. Per loro, forse prima ancora che per noi. Diamoci da fare. Forti dei loro sorrisi.

Pìsndlov, gente.

Pavia: negozi per bambini low cost

Magari un paio li conoscete già. Purtroppo hanno chiuso la Seconda manina è un negozio simpatico in cui si vendevano oggetti e vestiti per bambini usati. In attesa che riapra un centro simile, ricordo che per l’usato ci sono due appuntamenti all’anno a Pavia con il mercatino di Terre des hommes. L’occasione per comprare abitini usati in ottimo stato e regalare i propri, facendo così anche beneficenza.

Su facebook se no stanno nascendo gruppi di cambio/scambio per bambini. Vi segnalo il mercatino dell’usato bambini a Pavia

Per stare sul low low cost però vi conisglio anche il banco del mercato di piazza petrarca vicino a corso matteotti che c’è di sabato: vende vestiti nuovi con tanto di etichetta, potete trovare a volte anche marca Benetton kids per dire, tutto a 5 euro. Magliette, pantaloncini, vestitini… un po’ di tutto. Per bambini da 1 mese in avanti. La fascia 0-1 è la più coperta.

In città i negozi per bambini, li conosciamo tutti: Ovs, Prenatal, Benetton, Original marine, Cavoli a merenda, Petit bateau etc. Secondo me non si compra male per i piccoli, anche al centro commerciale del Bennet, dove si trovano un paio di negozi per i più piccoli a prezzi modici.

Voi avete consigli da dare alle mamme di Pavia che cercano vestiti per i più piccoli? Baci 🙂

Bambinfestival… ci siamo!

Mancano due giorni all’inizio del bambinfestival. Io sono mamma da pochi mesi, sarà un’esperienza nuova per me e Lisa… Per saperne di più ho fatto una veloce intervista a Maria Piccio, referente dell’aria promozione del volontariato a Pavia che mi ha raccontato com’è nata l’iniziativa.

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In merito agli eventi il sito è davvero figo, trovate tutto quello che c’è da sapere. A lei mi sono limitata a chiedere qualcosa in più sulle ragioni dell’iniziativa. Ecco qua quello che mi ha detto…

“Bambinfestival nasce tre anni fa. A maggio”. Come mai proprio in questo mese? “Per celebrare in contemporanea la sottoscrizione del nostro Paese – nel 1991 –  della convenzione dei diritti dell’infanzia“.

E obiettivo dell’evento? “Non solo condividere con le mamme di Pavia un momento ludico, ma anche fare rete. Permettere alle molte associazioni presenti sul territorio (e ho controllato sono davvero moltissime!) di entrare in contatto tra loro, promuovendo quello che per noi è l’obiettivo principale: la cittadinanza e la solidarietà attiva“.

Missione riuscita? Stando ai numeri e al consenso si direbbe di si. Ma voi, mamme della città, che ne pensate? Ci siete andate quali eventi consigliate per me e le mie amiche mamme? Io per ora visto che Lisa è piccola, penso che ci limiteremo a impiastricciarci con i colori ;-) … vi manderò qualche foto!

baci, mamme (s)connesse

Eccoci qua!

In questo primo post vorrei brevemente spiegare le ragioni di questo blog. In  poche parole: mettere in contatto le mamme di pavia.

Aiutarle a condividere problemi pratici. Vorrei rispondere a domande tipo: dove posso comprare a buon mercato ciò che serve alla crescita del mio bambino? Quali locali sono bimbo friendly? Ci sono associazioni e strutture che meglio di altre mi possono aiutare o dare un sostegno?

Ma non solo. Il mio sogno è che il blog sia anche un punto di riferimento quotidiano, una compagnia per le tante mamme in preda a dubbi e incertezze.

Io ho una figlia di poco più di 4 mesi e più volte mi sono chiesta come vivano altre famiglie questa rivoluzione. Si daranno appuntamento nei consultori, ai parchetti, fuori dagli asili – pensavo. Ma chi non ha accesso a questi luoghi dove si ritrova? Così, eccomi qua.

Mi piacerebbe che anche dal vostro contributo nasca la comunità delle mamme. Perché se è vero che sul web non mancano blog a tema, questo ha l’ambizione di essere un po’ più “local“. Per stare in contatto qui… e domani, chissà, in qualche parco della nostra città ;-).

Un bacio a tutte le mamme (s)connesse!