Riflessione sui diritti dell’infanzia, oggi.

Oggi è la giornata dei diritti dell’infanzia.

Qui c’è il testo della convenzione che li tutela. L’italia l’ha ratificata nel 1991. Vi suggerisco di leggerlo perché è interessante e dà l’idea di quanto ancora ci sia da fare perché sia pienamente attuata.

Legislazione a parte, oggi però ho ragionato su quanto sia difficile tenere il baricentro sui bambini, in una società, la nostra, che privilegia sempre l’individualismo, all’attenzione all’altro. Che premia i vincenti – quelli che nella maggior parte dei casi per vincere passano sui cadaveri – e mette in difficoltà chi prova a cercare una sintesi tra sè e gli altri. Nel lavoro questo è più evidente che in altri ambiti, ma se ci facciamo caso, è un vecchio blues che si ripropone spesso, perché ha a che fare con le dinamiche di potere in cui ci troviamo inseriti in ogni momento, in famiglia, tra amici, tra parenti…

Adorno, un filosofo tedesco, diceva “Sei amato solo quando puoi mostrarti debole, senza provocare in risposta la forza”. Credo che soprattutto quando ci si relaziona a un bambino si debba sempre averlo ben chiaro in mente. Perché approfittare della propria superiorità per imporsi su un bambino, è quanto di più triste si possa fare.

Vi saluto con questa sequenza di un film di Truffaut, uno dei registi che secondo me, meglio di altri ha omaggiato l’infanzia e la sua poesia.

baci a tutti!

 

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