Il mattino ha l’oro in bocca?

Ragazzi, scusate se latito un po’ ma sto arrivando a queste feste natalizie con il fiatone. Lisa a settimane alterne crolla: scegliete voi tra tosse, raffreddore, malattie esantematiche, virus intestinali etc etc… non se ne perde una! da ieri è in forma, ma chiaramente è solo questioni di giorni.

Intanto pensavo a quello che mi ha detto una mamma in treno qualche settimana fa che mi rimbalza nelle orecchie come un monito: “una mia amica quando portava il figlio a scuola in macchina, faceva il lancio della merenda”. Mi spiego meglio: caricava i figli in auto e avendo i minuti contati quando non riusciva a fare la colazione, lanciava nei sedili posteriori le merendine, almeno si mangiavano quelle prima di andare in classe.

Quando me l’ha detto ho avuto un sorriso triste, di quelli che nascondono paura – oddio capiterà anche a me – sgomento – se lo faccio, sparatemi – e ironia – massì, alla fine l’importante è che se la mangino quella merenda, alla faccia dello slow food.

Ecco, però i miei risvegli mi stanno ricordando che la deriva potrebbe essere quella. Funziona così: al mattino alle 7 squilla la sveglia con la sua suoneria che mi urla nelle orecche : good morning, lalalalallalala… (sì, devo cambiarla) e appena suona, zac: lisa sbarra gli occhi e accompagna il rumore a uno strillo che vuol dire una cosa sola, dammi il latte-muoviti-ho fame-3-2-1-che fai mamma?- non salti giù dal letto? e allora inforca l’occhiale, cerca la ciabatta, raggiungi la cucina e intanto good morning lalalalalala e uèèèèèèèèè etc etc etc. dato il latte, inizio a fare il countdown per capire quanto manca a che mi parta il treno. Nel mentre accendi la radio, senti cosa succede qua e là, metti su il caffè, infila lei nel seggiolone, dalle un biscotto da sgranocchiare, intanto versa il latte (e nella fretta ogni due per tre il latte cade…azz’ pulisci in terra), lavati, vestiti (per forza poi vado sempre a lavorare vestita di nero come occhi di gatto, così non ho il problema di abbinare i colori), lavala, vestila (la faccio breve qua ma non è che infilarle la tuta sia un’operazione di pochi minuti), mettile il giubbotto che nemmeno i torturati dall’inquisizione reagivano così, esci. Inforca il carrozzino e corri su per la salita della clinica di via morelli che prima o poi mi trovate spalmata a terra appesa al carrozzino, citofona al nido, lasciala alla maestra e corri in stazione. Intanto mi chiama il maschio alfa dalla sua trasferta lavorativa che, beata innocenza, dice “quando sono lontano da voi dormo sempre male”. E a me quando lo dice viene sempre in mente Depende di Jarabedepalo (la ricordate?)

Ma poi, perché vi scrivo queste cose? Forse un po’ per sfogarmi, un po’ per cercare consolazione – quella dinamica del mal comune mezzo gaudio – un po’ per sentirmi dire quella frasetta d’oro: vedrai che poi migliora. Ma soprattutto: migliora?? 😉

dai, va bè, vi saluto tutti. Lisa dorme. Ma ha la tosse. Quindi la sento, povera stella, tirare colpi a non finire. Speriamo che la notte giri bene. buona notte a tutti 🙂

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