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Padri e figli ai tempi di skype

Questa settimana di singletudine si sta chiudendo. Questa sera il maschio alfa ritorna a casa e tutti vissero felici e contenti (nel senso che iniziano il trasloco!).

Però intanto volevo dirvi che ho vissuto l’esperienza più commuovente di questo anno e mezzo con Lisoski: giorno dopo giorno a stare sempre io e lei, lei e me, si è convinta che il papà non poteva essere sparito: doveva essere dentro il pc, da cui come per miracolo ogni tanto compariva. A patto che fosse invocato con piglio sciamanico: mani alzate verso il portatile, punte dei piedi tirate e voce chioccia… pa-pi? A questo punto gli scenari potevano essere due

Scenario A
Pa-pi non appare. Dramma. Skype suona a vuoto. Cioè suona, ma boh, lui dopo giura che in realtà non suonava. Noi si resta impietriti davanti al pc. Lei per la delusione, io perché intravedo la tragedia. E intravedo giusto. Lei invoca con voce sempre più flebile pa-pi pa-pi. Mamma ansia si agita, e inzia a pensare “doveminchiatiseicacciatoporcogiuda”. 3-2-1… tempo di finire la litania e Lisoski ha scaraventato a terra tre libri. La nevra è servita.
Pa-piii…e getta il ciuccio. Intanto lo schermo va in stand by… diventa nero. Prevedo sedute di analisi fino alla vecchiaia. La rabbia intanto se la magna. L’isteria diventa pianto. Provo a darle il suo peluche Pillo. Ma niente, scuote la testa e dice no- no-no… l’avvitamento è inevitabile. Fanculo skype.

Scenario B

Pa-pi appare. Gioia infinita. Le mani si muovono come nel ballo del qua qua. Il monitor diventa un sudario di manate, nasate, strofinamenti di bocca. E poi contro lo schermo finiscono nell’ordine, pillo, paperina e un paio di libri di peppa pig. Seguono saltelli sul posto, battiti di mani e gridolini a ugola spianata. E manate a peso morto sulla tastiera, una fa saltare il video, una il wi fi, cade la linea, si recupera… e via così fino allo stordimento.

Io ancora non l’ho capito se l’amore ai tempi di internet è più sano o più ridicolo. Sono troppo stanca per chiedermelo a sto giro. Però sono cosi felice che questa sera siamo di nuovo tutti insieme che mi ripeto, come un mantra… Chissenefrega (forse non lo sai ma) pure questo è amore.

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Aumentano le rette degli asili nido. L’assessore: “non c’erano alternative”

Cari tutti ho sentito Ilaria Cristiani, assessore al comune di Pavia con deleghe all’istruzione e alla formazione in merito all’aumento delle rette dell’asilo nido.

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A sollevare la questione era stata una mamma sulla pagina facebook del blog. Così le ho chiesto chiarimenti: ecco cosa ha risposto.

E’ vero e perché non era stato comunicato?

“Per eliminare ogni incertezza rispetto alle notizie che si stanno inseguendo, ti confermo  che quest’anno saremo  costretti ad aumentare le rette degli asili nido comunali  per i redditi più elevati, che corrispondono ad un indicatore ISEE maggiore di 20.000 . L’entità e tutte le informazioni dettagliate saranno rese note lunedì (28 luglio ndr.), dopo che la delibera sarà ufficialmente approvata dalla giunta. Nessun segreto quindi, ma solo il giusto rispetto dei tempi”.

Perché avete aumentato la retta?

“Sin dal primo giorno del nostro insediamento abbiamo perseguito l’obiettivo  di creare le condizioni per riaprire le scuole  dell’infanzia comunali e gli asili nido, garantendo il miglior servizio possibile che limitasse le lista d’attesa.  Nella situazione che abbiamo trovato troppi bambini sarebbero rimasti fuori, oltre 140“.

Dove avete cercato i soldi?

“Abbiamo da subito lavorato per razionalizzare il servizio, tagliare spese superflue, consulenze e contributi e trovare il finanziamento per assumere 6 nuovi educatori a fronte di tanti pensionamenti e trasferimenti che erano già ampiamente previsti da tempo. Siamo riusciti a coprire quasi completamente la spesa, ma ci mancava un pezzetto e anche se a malincuore abbiamo deciso di trovarlo alzando le tariffe dei nidi per le famiglie con i redditi più alti”.

Non c’erano alternative?

“Le alternative per noi non erano praticabili, perché avrebbero significato non più tagliare spese non fondamentali, ma tagliare drasticamente altri servizi ugualmente irrinunciabili come ad esempio l’assistenza ai disabili. Purtroppo la coperta è corta. Le nostre priorità sono chiare, ma si scontrano a volte con problemi oggettivi davanti ai quali bisogna fare delle scelte, non sempre facili”. 

 

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Latitanza

amiche e amici, scusate la latitanza, ma tra vacanze e trasloco questa estate gira così! da settembre torno con regolarità su questi monitor!!! baci a voi e ai vostri nani

buone vacanze a tutti intanto 🙂

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Quando si dice: prenderla bene

Lisoski ripete da 48 ore il nome Eica, vale a dire Erica, la sua maestra di asilo. Io rosico come una 15enne che becca il tipo che le piace baciarsi con un’altra. I sensi di frustrazione mi si magnano. Dietro a quel nome mi vedo a Milano, mentre lei scopre la vita, a presidiare un posto di lavoro con la data di scadenza. Mi viene l’occhio di Beppe Grillo quando grida siete tutti mortiiii. Acchiapperei chi ha progettato questo mondo storto e gli farei un discorso coerente. Con tante domande. La prima, spiegami come cavolo è che una donna che fa dei figli non trova un lavoro part time manco a pagarlo oro? Anzi, già che ci siamo, com’è che non lo trova, manco full time e con un solo stipendio come si fa? Com’è che ad essere una buona madre, una buona moglie, una buona amica, una buona padroncina di cani, una buona domestica, una buona figlia, una buona sorella,  una buona lavoratrice, io mi ritrovo con una cofana incolta in testa, le unghie sfatte, le sopracciglia di capitan findus tutti i vestiti nella cesta dei panni sporchi e un solo paio di pantaloni buoni da mettere? Com’è che il solo pensiero di mettere al mondo un altro figlio mi fa pensare ma dove cavolo lo trovo il tempo? E qui sbaglio. Se il lavoro con la data di scadenza scade, ho tempo da vendere. Ma com’è che arrivo a fine mese, poi penso? Ecco io domani lo dico a Eica: ho cenato da sola davanti al pc con una tazza di latte e biscotti rosicando perché Lisoski passa più tempo con lei che con me. Sono gelosa, perché sono nata sotto il segno dello scorpione. Sono rosicona perché Lisoski mi fa girare come fossi una bambola. Sono paranoica come tutte le volte che maschio alfa è via per lavoro e io ho troppe sere libere per pensare. Sono che me ne vado a dormire. Ma se domani al risveglio lisoski non dice subito mamma, al nido non ce la porto. tiè 🙂

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Nidi pubblici: a quando le liste?

Care tutte, una mamma l’altro giorno era un po’ in ansia perché ancora non sa se suo figlio è stato preso al nido comunale di Pavia. Le mamme che hanno fatto richiesta al blocan sono state chiamate (perché Lisoski è stata presa lì), le altre non so… voi avete avuto qualche segnalazione? Per il casali pare lo dicano martedì, l’8 luglio.

In effetti si dovrebbe proporre di anticipare un po’ i tempi per l’anno prossimo, avvisare così tardi non è il massimo, contando che sarebbe carino poter partire per le vacanze – chi le fa – senza pensieri. Ma tantè… voi avete saputo? Segnalatelo se vi va, così chi è ancora in pensiero si fa un’idea!

p.s. ecco, integro la notizia con ciò che mi hanno segnalato su fb: la ragione è dovuta all’assunzione all’ultimo momento di sei educatori prepensionati o trasferiti che la giunta precedente non aveva previsto di sostituire. Le nuove nomine – che hanno richiesto tempo – hanno  garantito posti in più, circa 40 dicono, per i bambini.

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