Pavia: ridimensionate tre scuole comunali. L’assessore spiega perché

Muzio, Malcovati e 8 marzo: queste le scuole toccate dalla nuova giunta. Le mamme insorgono e l’assessore ci spiega perchè si è reso necessario intervenire.

Ecco l’intervista:

Dopo l’aumento delle rette ai nidi comunali a Pavia vengono colpite ancora le scuole comunali : è un accanimento?

“Le scuole dell’infanzia comunali sono una risorsa indispensabile e preziosa per la città. Nel tempo hanno saputo rinnovarsi ed arricchirsi e farsi portavoce di un modello educativo di eccellenza. Nessuno sottovaluta la loro importanza. E io stessa che come voi ho fatto parte di associazioni e comitati di genitori le ho sempre difese strenuamente in tutte le sedi in cui ho potuto. Per farvi capire bene la situazione e le ragioni delle decisioni che abbiamo preso è necessario però che abbiate alcune informazioni fondamentali”.

Quali?

“Nei prossimi anni il personale dell’infanzia (che è personale dipendente del Comune) andrà massicciamente in pensione. 11 pensionamenti di insegnanti + una coordinatrice nel 2015 e un numero non tanto distante nel 2016. A fronte di tanti pensionamenti il Comune, a causa delle leggi di contenimento di spesa, può reintegrare solo il 60% del personale che va in pensione. Ma il ragionamento non va fatto in modo specifico sul personale delle scuole di infanzia, ma su tutto il personale del Comune nel suo complesso. Quindi, a fronte di circa 30 pensionamenti complessivi nel 2015 in tutti i settori (tra cui anche gli asili nido) il Comune può al massimo riassumere il 60% del personale. E questo è un primo vincolo importante”.

L’altro qual è?

“Il secondo vincolo è che per lo Stato le scuole dell’infanzia non sono un compito di cui il Comune dovrebbe farsi carico. Le scuole dell’infanzia nella visione dello Stato dovrebbero essere un compito del Ministero dell’Istruzione. Questo significa che tutti i costi (molto ingenti) che noi sosteniamo per le scuole dell’infanzia sono ritenuti costi non standard, cioè costi che non dovremmo avere. E questo purtroppo penalizza moltissimo il nostro Comune che nelle scuole dell’infanzia investe molto più di altri. Lo Stato infatti ci dice: Comune di Pavia se hai così tanti soldi da spendere per cose che non dovresti fare, allora vuol dire che hai soldi in eccesso e quindi noi te ne diamo di meno. A causa infatti delle spese non standard abbiamo minori entrate che mandano in sofferenza altri settori, di cui invece siamo tenuti ad occuparci (e bene), come ad esempio gli asili nido, l’assistenza ai disabili nelle scuole, la cura delle strade e degli edifici pubblici, la polizia urbana e cosi’ via. Questa è la situazione oggettiva da cui non possiamo scappare e con cui, nostro malgrado, dobbiamo fare i conti e in base a questi fare le scelte migliori”.

Quindi anche questa volta non c’erano alternative. Vuole dire questo?

“Davanti a questa situazione bisogna avere il coraggio di fare delle scelte e prendere delle decisioni. Non si può rimanere fermi ad aspettare come è successo in passato”.

Ovvero?

“Una strategia che, ad esempio, aveva cominciato debolmente per fortuna a perseguire la passata amministrazione è stata quella di dare le scuole comunali in affidamento ai privati. Io non ho mai creduto che questa fosse la soluzione, anzi sono convinta che bisogna saper offrire un’offerta pubblica consistente e di qualità a tutta la città. Per questo sono molto fiera di questo progetto che abbiamo messo in campo insieme alle scuole statali. Nel momento in cui le risorse sono poche bisogna mettersi insieme, fare sinergia e ottenere il massimo con quello che si ha a disposizione. Davvero ringrazio le dirigenti scolastiche degli Istituti comprensivi di Pavia che hanno capito e colto la sfida di creare un sistema unico e più razionale di scuole dell’infanzia per tutta la città. Sono sicura che abbiamo trasformato una situazione sfavorevole non nella migliore situazione possibile ma sicuramente in una opportunità”.

Ma risulta che ridimensionate tre scuole: dov’è l’opportunità?

“Dopo aver fatto un’analisi sul funzionamento di tutte le scuole abbiamo visto che alcune erano sottoutilizzate e in alcune casi utilizzate per quasi il 50% da bambini fuori Comune. Allora perché non razionalizzare il meccanismo di accesso tramite una modalità unica online in modo da ottimizzare l’utilizzo di tutte le scuole e offrire a tutti coloro che lo desiderano la possibilità di frequentare una scuola pubblica? Nello stesso tempo   il nostro obiettivo è anche educativo: lavoreremo perché i due sistemi scolastici, statale e comunale, comincino a parlarsi e contaminarsi, portino avanti progetti comuni, cioè propongano un’offerta formativa che si riconosca in un grande progetto pedagogico che valga per tutta la nostra città. Mettendo a sistema le risorse statali e comunali abbiamo valutato che l’offerta pubblica sarebbe stata sufficiente anche riducendo la scuola Muzio di una sezione, riducendo per ora la scuola Malcovati di una sezione e valutando poi se chiuderla definitivamente, e riducendo in parte l’offerta anche alla scuola 8 marzo che è una scuola molto grande che attualmente funziona su 6 sezioni. Ci siamo dati il prossimo anno scolastico per valutare come reagisce il sistema scolastico”.

Quante assunzioni prevedete?

“Dovremo sicuramente assumere 5 unità di personale a cui si aggiungono due educatrici di asilo nido in cui andiamo a reintegrare al 100 % i pensionamenti perché non vogliamo in alcun modo ridurre l’offerta su questa fascia di età in cui non ci sono alternative pubbliche”.

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5 risposte a "Pavia: ridimensionate tre scuole comunali. L’assessore spiega perché"

  1. sono delusa, schifata da una giunta in cui avevo tanto creduto, anche sotto il profilo dell’impegno per la scuola e per i bambini, oltre che per i quartieri periferici (ricordo la campagna elettorale con il camper nei quartieri)…
    quando chiudevano il landini e il pesciolino rosso, le associazioni, i comitati di genitori, ecc, (compreso quello di cui l’assessore ai tempi faceva parte) gridavano giustamente allo scandalo.
    ora apparentemente tutto tace.
    lo dico con grande dispiacere: la prossima volta non faccio nemmeno la fatica di andare a votare…
    vergogna!

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