Una risposta a "L’angolo dello psicologo. La questione bullismo"

  1. grazie per questi motivi di riflessione ricchi di empatia e suggerimenti di empatia. Sono un insegnante di scuola media. Proprio in questo periodo mi sono reso conto che avevo un caso grave di bullismo sotto agli occhi. Un ragazzo molto intelligente è riuscito per due anni a manipolare i compagni e noi insegnanti alzando poco a poco il livello del controllo fisico e psicologico sui compagni più deboli. Mi sono accorto, grazie allo sguardo esterno di un’educatrice in gita di classe, che sanzionavo con un semplice rimprovero comportamenti che per la loro gravità dovevano essere sanzionati con una sospensione e affrontati in modo molto più fermo. Il bullo è spesso vittima dei genitori che trasmettono una logica competitiva e non riescono a vedere nel loro figlio un possibile bullo in un contesto diverso da quello di casa. Il bullo in questione è anche adorato oltre che temuto dalle ragazze. I modelli sui media non aiutano a costruire modelli di convivenza improntati sul benessere reciproco. La scuola è chiamata sempre di più a educare in questo senso ma ancora non è attrezzata per rispondere a questo compito.

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