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Piccoli così per la giornata del prematuro

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Ciao a tutti. Ci tengo molto a segnalare l’evento Piccoli così, che si terrà domenica prossima 20 novembre, a partire dalle 15, alla sala conferenze del Broletto, in occasione della giornata del prematuro che sarà, nello specifico, domani, giovedì 17 novembre. Verrà proiettato il film documentario di Angelo Marotta, ci sarà un rinfresco e della animazione per bambini. L’ingresso è a offerta libera, i fondi raccolti saranno devoluti all’associazione di genitori di prematuri Aiutami a crescere, per sostenere i progetti all’interno del reparto di Patologia neonatale del San Matteo.

Da mamma di due bimbi che hanno rischiato grosso di nascere prematuramente – anche se poi per fortuna nostra è andato tutto bene – mi sento parecchio sensibile all’argomento e sono felice di diffondere (cercherò anche di partecipare) a questa giornata.

Per saperne di più potete anche visitare il sito dell’associazione: http://www.aiutamiacrescere.it.

Chiara

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Aborto spontaneo: è ancora un taboo?

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Il tema è delicato e ha coinvolto purtroppo più donne e famiglie di quanto si creda. Sto parlando dell’aborto spontaneo, la perdita involontaria di un bambino durante la gravidanza. Non so spiegarmi perché, ma il tema è un po’ taboo. Forse perché è doloroso e istintivamente si tende ad allontanare i pensieri tristi. Forse perchè è poco abbinabile alla nostra società di vincenti dove quando si inciampa non ci si ritiene in diritto di lamentarsi. Forse perché sul tema c’è una sacrosanta riservatezza di chi ha sofferto e non ha voglia di mettere in piazza i suoi sentimenti. Com’è, come non è, so però che a molte di noi è successo. E a molti compagni/mariti è successo di vivere l’esperienza dal punto di vista maschile. Meno viscerale, inevitabilmente, ma pur sempre dolorosa.

Quando accade ogni donna reagisce a suo modo. Regole di “buona reazione” ovviamente non ce ne sono. C’è la vita e ognuno la affronta come può. Però qualche sostegno in certi casi può essere utile: per questo vi segnalo questa Onlus radicata in diversi comuni: ciaoLapo. Può essere utile anche sapere che non si è sole. Io nella terapia di gruppo credo molto. A quei famosi gruppi di autocoscienza, dove tutti in cerchio parlano…. ed è subito Ecce bombo 😉 Insomma battute a parte, non sentitevi sole. Questo volevo dire. Non è una gran cosa, ma è qualcosa. E se avete voglia di condividere esperienze e stati d’animo siamo qui anche per questo.

Qui, una testimonianza.

Abbracci

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L’ambulatorio pediatrico del sabato mattina

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Sabato mattina, Nina si sveglia e la febbre è già 38 e mezzo. La tosse è fastidiosa da un paio di giorni e il naso cola di continuo. Ma è sabato, e il pediatra il fine settimana non c’è. E allora che si fa? Si va all’ambulatorio pediatrico di Pavia del sabato mattina. Arriviamo intorno alle dieci e non c’è nessuno, tempo di togliersi il giaccone in sala d’attesa e il medico ci riceve. Questo sabato mattina c’è un dottore gentile e sorridente e anche Nina, che vorrebbe una dottoressa (“Mamma le dottoresse femmine sono più brave!”), si fa visitare senza tante storie. La diagnosi è rassicurante, si va avanti con lo sciroppo per la tosse e nulla più. Nina manda persino un bacio al dottore uscendo dall’ambulatorio e io sono contenta che ci sia un servizio così, comodo ed efficiente. Nel pomeriggio parlo con un paio di amiche mamme e scopro che non sanno dell’esistenza dell’ambulatorio pediatrico del sabato mattina. E voi? In caso non siate informati, eccovi tutto quello che vi serve sapere.

L’ambulatorio del sabato mattina è un ambulatorio pediatrico per le patologie acute e non differibili del bambino, aperto il sabato mattina nelle sedi di Pavia e Voghera. A Pavia si trova in Viale Montegrappa, 3 ed è aperto il sabato dalle 9:00 alle 12:30.

A chi si rivolge: ai bambini di età 0-14 anni che presentano una malattia acuta per la quale si rende necessaria una visita medica non differibile al lunedì mattina.

Come fare per accedere al servizio: presentarsi all’ambulatorio muniti di tessera sanitaria del bambino.

by Mirella

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Massaggio infantile: tutti i corsi a Pavia

Ciao a tutte, ecco qua una panoramica di tutti i corsi di massaggio infantile che si tengono a Pavia. Sono tutti corsi AIMI. Ringrazio una mamma connessa, che mi ha aiutato a stilare l’elenco. 🙂

CONSULTORIO: li tiene Daniela Corallo un’ostetrica insegnante AIMI. SI tratta di 4 incontri di 2 ore circa, una volta a settimana al costo complessivo di 15€. Qui raccontavo la mia esperienza.

PROVITAMED: I corsi durano circa un’ora e mezza e si fanno a gruppi di cinque persone. Costano 90 euro per 5 incontri. I corsi partono se ci raggiunge il numero minimo di partecipanti.

OLTRECIELO Dura un’oretta, sono sempre corsi AIMI. Li tiene Lella Suji Cattaneo. I corsi partono se ci sono un minimo di richieste. Non ha un costo fisso, ma si fanno offerte, devolute ad associazioni che si occupano di bambini.

STUDIO 5 ELEMENTI li tiene Maria Panzeri. Durano un’ora e mezza. La tecnica è sempre AIMI. I prossimi corsi partono il 21 marzo: tutti i sabati dalle 10. Cinque incontri costano 90 euro

NASCERE MAMMA, li tiene Annabella Cremonte. Cicli di 6 incontri a 96 euro. Tecnica, Shantala, l’arte del massaggio indiano. A Voghera e Broni. Il corso parte a raggiungimento numero minimo. Per iscriversi, mandate mail a Yogannaba@yahoo.it

massaggio infantile

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Link
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“Le vaccinazioni di massa sono state una delle grandi conquista dell’età contemporanea e hanno permesso di debellare malattie che causavano la morte o l’invalidità di milioni di persone. Ma oggi i pregiudizi e alcune tragedie individuali spingono molte persone a diffidare dei vaccini. Il risultato è che alcune malattie quasi scomparse in occidente, come il morbillo, ritornano”.

Qui un reportage del New York Times spiega a cosa servono i vaccini, perché sono importanti e perché la diffidenza per la medicina nasce spesso da una cattiva informazione.

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#SCUOLESICURE. Il progetto pilota a Pavia

Più volte ho espresso la mia stima per i volontari di Pavia nel Cuore. In questi giorni non posso che confermarla: mi riferisco al loro progetto #SCUOLESICURE

Cos’è? Hanno concordato l’installazione di un defibrillatore semi-automatico esterno in ogni scuola superiore della Provincia di Pavia. Non solo. Terranno anche corsi sulle manovre di rianimazione cardio-polmonare per insegnanti e alunni di quelle scuole.

Il loro progetto – portato aventi nella parte formativa da solo personale volontario qualificato – è il primo in Italia. Bravissimi insomma!I

Si tratta di un “progetto pilota” per istituire un modello da esportare in tutto il Paese tanto da meritarsi la Medaglia del Presidente della Repubblica.

Mi sento di dirlo a nome di tutte le mamme di Pavia, siamo orgogliose di avervi in città: bravi, bravissimi e grazie!

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Bambini e giardini: d’inverno non si può?

Mirella, Mamma Connessa, si sfoga sui giardini poco utilizzati e poco utilizzabilli in città.
Giardini Malaspina senza giochi per bambini e che chiudono presto, parchetti in città a volte chiusi (vedi parco del Castello) o senza illuminazione, molto spesso deserti. In più le scuole materne che non usano d’inverno gli spazi all’aperto che hanno a disposizione.

Qui sotto trovate lo sfogo di Mirella e sul gruppo Facebook di Mamme Connesse un sondaggio sui giardini delle materne che non vengono usati d’inverno e sul verde in città.

“Sono una mamma cittadina, una di quelle che, alla sola idea di vivere in campagna o fuori in mezzo al verde viene l’orticaria. E non è per il verde, intendiamoci. A me il verde piace tanto, tantissimo. Ma non riesco a rinunciare ad aprire il mio portone e a trovarmi subito per le strade cittadine, con negozi, bar, persone che passeggiano. Non riesco a pensarmi ‘costretta’ a dover usare la macchina, io che amo fare tutto a piedi o in bicicletta. Detto questo, la presenza di fianco a me di una scatenata quasi treenne e l’assenza di un qualsivoglia giardino a casa nostra, mi ha fatto venire voglia di stare con lei all’aperto  il più possibile e non solo per passeggiare nelle strade e stradine che ci aspettano fuori dal portone, ma per correre sui prati e nei giardini, sfruttando al massimo quei pochi spazi disponibili che ci sono in centro nella nostra città.

La mia nuova sete di verde e di vita all’aria aperta mi ha spinto a chiedere qualche tempo alle autorità competenti di mettere un’altalena e uno scivolo nei Giardini Malaspina (sì, quelli belli, ma inutili) e la risposta è stata: “no soldi, no giochi”. Ma su questo torneremo per vedere se l’unione fa la forza e forse qualcosa, chiedendo e richiedendo e cercando fondi qua e là, si potrà realizzare.

Quella stessa sete di corse in giardino mi ha indotto a domandare a una maestra che ci faceva rimirare il giardino dalla finestra del salone della scuola durante l’Open Day per le materne: “I bambini li portate fuori tutto l’anno, vero?”. In quel “vero?” c’era tutta la speranza di una mamma senza giardino che vede in ogni altalena non utilizzata uno spreco enorme.  In quel “vero?” c’era anche la paura che la risposta potesse essere un no e dentro a quel ‘no’ l’immagine di mia figlia costretta a starsene chiusa per ore dentro una scatola quando fuori dalla finestra c’è il sole e uno scivolo da arrampicare. Sì anche se fuori è inverno, perché no? Cosa ci sarebbe di sbagliato?

Purtroppo la risposta è stata ‘no’. No, i bimbi non vengono portati in giardino nella stagione brutta, anche quando la stagione cosiddetta brutta regala giornate molto belle. No,  per varie ragioni, tra le quali anche il veto di alcuni genitori. E quindi no allo scivolo e all’altalena, no a correre all’aperto, no a sentire l’aria sulla faccia, no ai piedini che calpestano foglie cadute e fango, no alle manine che toccano la terra. Un no che dura per 4 o 5 mesi, mesi chiusi dentro la scatola dal mattino fino alla merenda. E uno scivolo triste e solo in giardino ad aspettare bambini che non usciranno”.

Voi cosa ne pensate? Sareste favorevoli a uscite all’aperto dei vostri bambini o no?