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Bambini dimenticati? Sensori in auto

Sono sincera: l’idea di aprirci una pagina facebook, mi lascia molto scettica. Ma tant’è, la pagina c’è e io ve la segnalo: questa

L’ha aperta il padre di Luca, il genitore del bimbo dimenticato in auto pochi giorni fa. La segnalo solo perché la ragione per cui l’ha aperta in fondo è giusta: raccogliere firme per promuovere l’istallazione di sensori anti abbandono in auto. O meglio per chiedere al parlamento una legge che li renda obbligatori. Funzionerebbero attivandosi quando, al momento della chiusura della macchina, si registra un peso sul seggiolino. Angosciante pensare che ce ne sia bisogno, ma i fatti di cronaca ci confermano che effettivamente servono. Soprattutto da che l’installazione degli airbag ha reso più sicuro mettere i seggiolini per bambini nei sedili posteriori.

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Comprensibilmente nel gruppo facebook al momento c’è grande polemica. In ogni caso se vi interessa hanno lanciato una petizione al ministero dei trasporti: la trovate qua.

Giustifico l’idea anche alla luce di questo intervento uscito sul domenicale di una settimana fa che mi ha aperto un nuovo punto di vista sulla questione. In soldoni dice che l’atroce dimenticanza non è un atto mancato, ma un difetto di funzionamento del cervello contro cui nulla può la coscienza e la volontà. Per altro alla fine del post c’è un rimando a un articolo sul tema uscito su Internazionale, che un paio di anni fa vinse il premio pulitzer. Si chiama, appunto, Bambini dimenticati.

Ecco, dopo questa nota triste, vi prometto che domani vi parlo esclusivamente di sole e rock’n roll 🙂

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