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Locali pavesi: dove vi sentite accolti?

Genitori pavesi, abbiamo bisogno delle vostre opinioni ed esperienze. Come sapete nel corso degli anni ci siamo impegnate, nel nostro piccolo, a intercettare e dare visibilità a tutti i locali e negozi di Pavia che siano sensibili alle esigenze dei più piccoli e delle famiglie tutte, con iniziative e servizi a loro dedicati.

Ci piacerebbe ora lanciare una sorta di sondaggio per capire tutti insieme quali sono i locali di Pavia – intesi come bar, ristoranti, pizzerie eccetera – in cui voi come famiglie vi siete sentiti accolti e nei quali avete avvertito disponibilità e sensibilità nei confronti dei bambini e dei genitori. Dove vi siete trovati bene con i bambini? Cosa va migliorato e cosa manca secondo voi? Avete voglia di darci una mano segnalandoci i locali secondo voi più sensibili alle esigenze delle famiglie? Potete farlo su Facebook (nel gruppo o sulla pagina, anche con messaggi privati), oppure alla mail mamme.connesse@gmail.com.

Abbiamo aperto un canale con il comune di Pavia per fare avere tutte le segnalazioni in merito. Non smettiamo di credere in una città più a misura di bambini e famiglie. :-).

Grazie a tutti sin da ora!

 

 

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A cena con la bambina

Partiamo dalla considerazione finale: mai più. Almeno per il prossimo anno.

Ma cominciamo dall’inizio: ieri il maschio alfa, in uno slancio di entusiasmo mi propone una cena a tre, io lui e lisoski, per festeggiare in anticipo la pasqua e premiarci per il fatto che le vacanze ce le passiamo a Pavia. Detto fatto, questa sera alle 20.30 abbiamo varcato la soglia del Libanese armati delle migliori intenzioni: tu che prendi? Ma il vino? Una bottiglia o mezza? Falafel, kebab? Lisoski, prima ancora che il tizio con la grazia di un rugbista ci desse il menù era già in modalità “tutta mia la città”: giù dal passeggino, una scarpa su l’altra sa dio dov’era, un codino in testa, l’altro schiacciato sull’orecchio, occhio pallato e ciuccio aspirato come se dovesse bersi un estatè ad agosto.

Mamma ansia nota subito con mano furtiva che il tavolo ha dei chiodi. Lisoski va sotto il tavolo, la sposto, piange, si avvicina al passeggino, lo vuole spingere, non ci riesce, prova a salirci, scivola giù, si incazza, ci riprova, riscivola, si avvicina al maschio alfa che la prende in braccio, acchiappa la tovaglia di carta, la strappa, la rimettiamo giù, arrivano gli antipasti, acchiappa il pane che sembra un’ostia, si strozza, lo sputa in terra, mette la mano nella salsa di melanzane, si sminchia la maglia, la mettiamo a terra, parte a missile gattonando tra i tavoli, decidiamo di mangiare uno alla volta.

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Tocca a me mangiare. Maschio alfa si sposta con l’indemoniata, mi guardo in giro e vedo che un altro mondo è possibile: un’umanità varia fatta di quattro amiche attempate che se la raccontano, una coppietta che si parla, un gruppo di amici con un siciliano che urla “voglio parlare di femmineeee”, due amiche che si aggiornano… tempo di finire un falafel e lisoski ha gattonato fino al tavolo da in fondo alla sala. Pace finita. Maschio alfa osserva il suo piatto intonso, do un falafel alla creatura, lo sgranocchia come un biscotto…. ragazzi, ve la faccio breve: tempo un’ora ed eravamo alla cassa. Usciamo e la creatura ci saluta così.Immagine

ma io dico: siamo andati sulla luna e non abbiamo ancora inventato un locale a pavia con uno spazio bambini, con una mary poppins che per un’ora li intrattiene? Lo so che esistono le baby sitter a domicilio, ma una serata così ci costava una fortuna (ma con il senno di poi la pagheremo pure quella fortuna)